Classe III agro-ambientale sez.B

Laboratorio Storia & Multimedia

Assessorato alla Cultura Comune di Osasco

Reati campestri nel Comune di Osasco tra XVIII e XX secolo

Sommario

Introduzione

Gli autori

Bandi campestri del Comune di Osasco 1740

Reati campestri nel Comune di Osasco tra fine Ottocento e inizio Novecento


INTRODUZIONE

La nostra ricerca è costruita attraverso due fonti molto diverse. Un regolamento di Bandi Campestri, del 1740 relativo al Comune di Osasco e una serie di verbali relativi a reati contestati dalle guardie campestri tra fine ottocento e inizio novecento. La distanza cronologica che separa le due tipologie di documenti, come si vedrà, è solo apparente: molti dei reati previsti nel regolamento del 1740 figurano infatti tra quelli contestati all'inizio del nostro secolo, quasi a dire che la vita nelle nostre campagne, negli ultimi duecento anni, è cambiata molto lentamente.

Dai Bandi campestri del 1740 si può ricavare un'immagine di come veniva amministrata la giustizia, relativa ai reati campestri nel XVIII secolo. Innanzi tutto si evidenziano varie tipologie di reato che possono essere raggruppate in tre categorie: furti, danneggiamenti e infrazioni varie come violazioni di proprietà altrui. I furti più frequenti erano quelli d’acqua per l’irrigazione, di prodotti agricoli, d’erba (pascolo abusivo), di legna. Nei reati vari rientrano infrazioni che vanno dall’allevamento di pecore, (regolamento, cap. XII, 1), all’epoca vietato a causa dei danni che esse provocavano in un sistema di campi aperti all’agricoltura, all’allevamento di troppi animali rispetto al terreno posseduto.

Analizzando con attenzione i vari reati previsti si vede che le infrazioni considerate più gravi erano il furto delle proprietà del Conte e il taglio e l’asporto di alberi legnosi di grande mole e in grande quantità compiuta sulla proprietà altrui.

Quest'aspetto è particolarmente regolamentato perché in quegli anni si stava diffondendo la proprietà privata; il concetto di proprietà privata, fino ad allora, non aveva il significato che gli diamo noi oggi, dal momento che buona parte delle terre appartenevano al signore del paese. Si trattava invece di farlo comprendere ai contadini, regolamentando ogni più piccola infrazione: se, ad esempio, i contadini venivano sorpresi ad asportare terra o a lavorare il terreno troppo contro quello del vicino incorrevano in sanzioni.

Le infrazioni considerate più lievi erano il furto d’acqua e di piccoli quantità di prodotti agricoli. Nel regolamento si evidenziano anche regole sull’irrigazione dei prati le cui violazioni consistevano in deviazioni fatte con vari mezzi, anche per questi esisteva una pena. Sono pure presenti norme sulla viabilità riguardanti la manutenzione delle strade, i diritti di passaggio e i fossi situati lungo le strade.

Grazie alla presenza di vari boschi si praticava l’attività della caccia, che doveva sottostare a precise regole: nei giorni in cui il Conte di Osasco voleva andare a caccia, ad esempio, la gente non poteva disturbarlo, andando a sua volta a caccia.

Interessante poi notare che nel giudizio della gravità di un reato si desse molto peso ad aspetti come: se l’infrazione veniva compiuta di giorno o di notte, da forestieri o residenti, in luogo incolto o coltivato, se il furto era stato commesso in terreni delimitati da recinzioni e, per i casi di furti di prodotti o legna con quali mezzi li si andava a prelevare.

In base al documento si può inoltre dedurre che erano particolarmente diffuse le colture foraggiere (trifoglio, panico) e cerealicole (il mais era agli inizi), colture arboree (frutteti, pioppeti), boschi naturali, leguminose (ceci, fave, lupini, fagioli).

Tra le particolarità possiamo evidenziare la coltura del gelso per l’allevamento del baco da seta, la canapa, le viti maritate che oggi hanno una diffusione più limitata.

Tutti questi aspetti fanno riflettere sulla società contadina dell'epoca; essa era una società ancora di tipo feudale in quanto era il Conte regnante che i contadini dovevano rispettare e lavorare per lui.

La legislazione di campagna era dunque abbastanza rigida, ma i reati commessi erano molto frequenti perché la gente era perlopiù povera e, dalla coltivazione della terra riusciva a trarre appena il necessario per vivere; allora, per arrotondare i propri profitti compiva piccoli furtarelli. Alcuni dei reati commessi erano però piccoli dispetti tra contadini simili a quelli che si fanno ancora oggi alle soglie del 2000.

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