Prontuario per la tesi di diploma

a cura di Valter Careglio

1. Tappe della ricerca

Quasi lavoro di ricerca nasce da un lavoro individuale che passa attraverso alcune fasi:

  1. L'individuazione dell'ambito della ricerca e delle problematiche ad esso connesse
  2. La formulazione di ipotesi di lavoro
  3. La ricerca di fonti idonee, non trascurando la bibliografia esistente sull'argomento
  4. Un esame delle fonti che preveda una loro schedatura
  5. L'elaborazione e la stesura delle conclusioni.

 

2. Individuazione delle fonti

Premesso che le fonti di una ricerca sono infinite e che molte possono essere costruite da voi stessi (un esperimento, un'intervista) diamo qui un primo generico elenco di possibili fonti da utilizzare:

  1. Bibliografiche: libri, tesi di laurea, riviste scientifiche, giornali e riviste non specializzati. Per comodità segnalo due indirizzi internet nel quale è possibile reperire on-line una prima generica, ma purtroppo incompleta, bibliografia sul Pinerolese. Nel sito www.pinerolo-cultura.sail.it/BIBLIOGRAFIA.html trovate indicazioni relative a libri; nel sito http://www.pinerolo-cultura.sail.it/ARTICOLI SUL PINEROLESE.html trovate invece indicazioni su articoli di interesse locale tratti da riviste.
  2. Segnalo infine la disponibilità presso la Biblioteca Civica di Pinerolo dei microfilm de La Stampa (dal 1867 al 1994), L'Eco del Chisone (dal 1906 al 1987), La Lanterna del Pinerolese (dal 1892 al 1926). Per consultare i microfilm bisogna rivolgersi all'Archivista nei seguenti orari: martedì e giovedì 9-12; lunedì, mercoledì e venerdì 14-16.30. N.B. Bisogna prenotarsi.

    Per La voce del Pellice bisogna invece rivolgersi al Centro Culturale Valdese.

  3. D'Archivio. In comune: documenti, corrispondenza, verbali delle guardie campestri, registri d'anagrafe, registri delle tasse, catasti e mappe castatali, ecc.; in parrocchia o in diocesi: visite pastorali, diari dei parroci, diari di battesimo, ecc.
  4. Iconografiche: fotografie (d'epoca, di oggi prodotte da voi stesse, aeree), opere d'arte, cartine storiche, planimetrie, video professionali e amatoriali (un filmato di una località girato da un vostro parente anche solo una trentina d'anni fa, può costituire, ad esempio, una fonte storica importante per studiare l'evoluzione del paesaggio).
  5. Orali: trasmissioni radiofoniche e interviste realizzate da altri o da voi stessi.

 

3. Impaginazione

Come è noto la maggior parte dei word-processors offrono la possibilità di disporre il testo con allineamento sinistra, a destra, centrato o giustificato.

Una buona presentazione grafica del vostro lavoro deve considerare questa opportunità che i calcolatori offrono; tuttavia gli esperti del settore consigliano di giustificare il testo solo dopo l'ultima revisione, al fine di ottimizzare l'impaginazione grafica.

Per quanto riguarda l'interlinea non è il caso di sprecare carta: l'interlinea singola, o ancor meglio 1,5, simile a quella che si può ritrovare in un libro, va benissimo. Se si vuole agevolare la lettura è preferibile piuttosto intervenire sui margini.

La scelta del corpo del testo e del carattere dipende dalla propria sensibilità personale. Suggeriamo comunque di usare un corpo 12 per il testo e il 10 per le note, con il carattere Times New Roman.

Ogni parola deve comunque essere separata dalla successiva da un solo spazio, che deve essere obbligatoriamente inserito dopo ogni segno di punteggiatura, trattino che introduce un inciso.

Non vanno invece inseriti spazi tra la parola e il segno di punteggiatura che segue, dopo l'apertura di una parentesi, di virgolette e la parola che segue, dopo l'apostrofo

 

4. Ricorrenti problemi ortografici

Tenere presente che nell'Italiano esistono due tipi di accenti: l’accento grave: (è, cioè,caffè, ecc.) e l’accento acuto, che si usa soprattutto nei composti di -che e di tre (perché, poiché, affinché, trentatré, né, ecc.) e nella terza persona del passato remoto (poté, ecc.).

Si usano i numeri quando si vuole esprimere una quantità precisa (questa stalla ha 202 vacche) e le lettere quando si esprime un dato approssimato (Questa scuola ha circa mille studenti iscritti).

Iniziano con lettera maiuscola:

- i nomi di persona, i cognomi, i soprannomi

- i nomi dei partiti e delle associazioni

- i nomi geografici (es.: il Belgio)

- i nomi storici (es.: il Medioevo, il Settecento, ecc.)

- I nomi delle vie (via del Mulino) e dei monumenti (il Duomo)

Negli altri casi, si userà dunque il minuscolo (es.: Era un devoto di san Gennaro).

Si usa invece la lettera minuscola per i mesi e i giorni dell'anno e per cariche politiche e religiose come papa, segretario, re, presidente, ecc.

 

5. Citazioni

Due sono le possibili citazioni che potete effettuare nella vostra tesina:

  1. edite, cioè da fonti bibliografiche (libri, opuscoli, giornali, ecc.)
  2. inedite, cioè da una fonte che avete voi stesso ricostruito (un documento d'archivio, un'intervista orale).

Quando citiamo un testo lo facciamo perché lo riteniamo autorevole o funzionale alla costruzione del nostro discorso. In ogni caso, qualunque ragione ci spinga verso la citazione, essa deve esplicitare la fonte nel modo più preciso possibile, in modo da poter permettere al lettore di comprendere i passaggi che hanno guidato la nostra ricerca. Se citerete ad esempio un manoscritto d'archivio, indicherete l'Archivio nel quale è stato reperito o il fondo librario e la sua collocazione al suo interno. Nel caso di un'intervista orale, la data di nascita dell'intervistato, nonché data e luogo dove l'intervista è avvenuta. Quando invece vi riferite a un libro citerete il testo integralmente (autore, titolo, casa editrice, luogo di edizione, anno, pagine).

Quanto alla lunghezza della citazione, se supera la mezza cartella (ad esempio un testo giuridico da allegare) è meglio allora inserirla come appendice alla fine della tesina.

Le citazioni devono essere inserite fra virgolette sia nei testo che nelle note, se non superano le due righe di lunghezza. In caso contrario, non userete le virgolette, ma le inserirete nella pagina con un'interlinea singola e un rientro destro e sinistro, come nell'esempio qui sotto riportato:

Si trattava di un avvenimento di importanza grandissima non solo per l'Italia che ebbe finalmente la sua capitale a Roma, ma per l'intera cristianità, e come tale fu salutata dai liberali. Era finito il potere temporale della Chiesa, un potere ormai inutile e anacronistico. […] Ma Pio IX e i suoi successori la pensavano diversamente, vollero restare chiusi in Vaticano, dichiarandosi prigionieri, e tali rimasero fino alla Conciliazione del 1929. Per regolare i rapporti dello Stato italiano con la Chiesa sulla base della reciproca separazione, come aveva voluto Cavour, nel 1871 fu fatta la cosiddetta legge della guarentigie, cioè delle garanzie che l'Italia offriva al papa per la sua indipendenza. Pio IX e i suoi successori non vollero riconoscere la legge, ma questa, applicata unilateralmente dall'Italia, assicurò sempre al papato la più assoluta indipendenza e gli consentì di svolgere nella sua pienezza il magistero spirituale.

Per quanto riguarda la citazione di un libro lo schema è il seguente

Autore, Titolo, Editore, Città, Anno es.

Romanelli Raffaele, L'Italia liberale, Il Mulino, Bologna, 1990

N.B. Il titolo va sempre in corsivo.

Se dovete citare invece un giornale o una rivista, citerete: Autoe, Titolo dell'articolo, (sta) in: "Titolo della Rivista", n. (della rivista), anno solare, pagine. Es:

Giorgio Tourn, Identità e memoria, in: "La Beidana", n.1, Agosto 1985, Torre Pellice.

 

Se citate più volte dallo stesso autore potrete mettere nella nota: Autore, op.cit. pag.

Se la citazione si trova nella nota immediatamente precedente usate allora ibidem (= in latino "proprio lì")

 

6. Abbreviazioni

Esiste infine la possibilità di usare nelle note e nella bibliografia una serie di abbreviazioni. Le più comunemente usate sono:

AA. = autori

a.C. = avanti Cristo

an. = anonimo

art., artt. = articolo, articoli

Cfr., cfr. = Confronta, confronta

cit., = citato

d.C. = dopo Cristo

ecc. = eccetera

ed. = edizione

es. = esempio

fasc. = fascicolo

fig., figg. =figura, figure

loc. cit. = luogo citato

misc. = miscellanea

ms., mss. = manoscritto, manoscritti

op. = opera

op. cit. = opera citata

s.d. = senza data

sg. sgg = seguente, seguenti

trad. = traduzione

vol., voll. = volume, volumi

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