Dieci anni fa l’Istituto agrario fu scorporato definitivamente dall’Istituto “Carlo Ubertini” di Caluso. Quella che doveva essere una normale operazione di razionalizzazione, scolastica, unitamente agli effetti della licealizzazione dei professionali (introduzione del Progetto 92 due anni prima) ed all’introduzione dell’organico funzionale (maggiori risorse umane concesse alle scuole dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer), si tradusse invece in una crescita esponenziale dell’Istituto che in pochi anni passò da 7 a 19 classi con una media di 100-120 iscritti all’anno nelle classi prime, tanto da convincere gli amministratori provinciali della necessità di un ampliamento del suo edificio. Un oggettivo calo demografico, ma soprattutto il ministero Moratti che squalificò agli occhi dell’opinione pubblica il lavoro svolto negli istituti professionali, ne decretarono un parziale ridimensionamento negli anni seguenti. La costante dell’Istituto Agrario di Osasco, che nel frattempo ha visto divenire stabile il proprio organico docente, rimane comunque quella di una forte densità progettuale, a fronte di un corpo docente (una cinquantina di insegnanti) tutto sommato ristretto.
Dopo i primi progetti, OISSA e Compost, che puntavano rispettivamente all’inserimento degli allievi diversamente abili e a creare una sinergia con ACEA al fine di radicare maggiormente la scuola sul territorio, l’organico funzionale ha permesso, con il Concorso della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, di sviluppare percorsi di apprendimento laboratoriale e sul campo, di realizzare scambi con l’estero, di coniugare ricerca e didattica, di progettare e realizzare percorsi di formazione per diplomati ed adulti. Sono nati così gli stage, i progetti di alternanza scuola-lavoro; gli scambi con l’Argentina, la Bosnia (realizzati con il gruppo Arcobaleno), la Francia, la Cambogia, la Russia, il Marocco, l’Irlanda e di recente anche la Germania; il censimento di produttori e prodotti tipici effettuati spesso dagli allievi sotto la guida dei docenti, le collaborazioni alle ricerche storiche e tecnologiche sui prodotti tipici locali condotte per l’Osservatorio dei Prodotti Tipici e il Paniere della Provincia di Torino, il laboratorio di storia che ha visto premiati in dieci anni una sessantina di studenti, con viaggi nei “Luoghi della Memoria”; corsi per adulti e ben due IFTS dedicati rispettivamente al Prodotto tipico di qualità ed alla tutela del patrimonio forestale ed infine due progetti Interreg. Il tutto con un’attenzione sempre marcata verso gli allievi in maggiore difficoltà.
Ancora oggi il livello dell’Offerta Formativa si mantiene alto grazie alla qualità del personale che lavora all’interno dell’Istituto: non è infatti casuale che uno studente su quattro prosegua gli studi universitari, spesso superando i test di ammissione nelle facoltà a numero chiuso.
Come si può vedere dai progetti in corso o che si sono realizzati lo scorso anno, a fronte di ingenti tagli che il governo ha messo in atto, la scuola fa ricorso al generoso impegno dei suoi docenti. Osasco non è comunque migliore o peggiore di altre istituzioni: come in tante altre scuole italiane è l’espressione della passione e del coinvolgimento di molti docenti che nonostante tutto, credono ancora che l’istruzione non possa essere trasformata in un business lasciato in mano ai privati ma debba rimanere un patrimonio della scuola pubblica che da sempre non cura solo l’acquisizione di competenze tecnico-professionali ma anche la crescita culturale complessiva e il senso di cittadinanza dei nostri ragazzi.
Valter Careglio, direttore della sezione
ELENCO PROGETTI E INIZIATIVE
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