VALLI VALDESI - LA CULTURA

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L’istruzione, in particolar modo quella elementare ,è stata da sempre fondamentale e oggetto di particolari cure nelleValli Valdesi, in Piemonte.In queste Valli l’analfabetismo è da tempo scomparso. Se si studiano i registri matrimoniali dell’800 / 900 si potrà notare come in quelli dei valdesi vi fosse sempre la firma dei due sposi e mai una X :simbolo di analfabetismo. Questo perchè era importante saper leggere e scrivere, per poter leggere e predicare la Parola del Signore. Negli sparuti villaggi "sparsi su un suolo ingrato, i valdesi reagirono alle persecuzioni, contesero agli INQUISITORI e alle loro truppe, i beni, la libertà, la vita. Oggi, in questi luoghi vive solo una frazione del Valdismo, eppure ogni credente riconosce nelle Valli Valdesi il cuore antico della sua Chiesa."(da L. Micol: "Le scuole Valdesi ieri e oggi").
Anticamente l’aula era la stalla, dove di nascosto si trovavano per leggere la Bibbia, il solo libro di testo, l’insegnante era una persona qualsiasi che sapesse leggere e scrivere. Sembra che sin dal secolo XVI ci fossero scuole organizzate, ma in modo rudimentale, e bisogna aspettare il secolo XIX per vedere un radicale cambiamento, grazie all’iniziativa di Beckwith. Questi era un generale, scampato alla battaglia di Waterloo, ma con la perdita di una gamba, che pose fine alla sua carriera militare. Un giorno, mentre a Londra aspettava di essere ricevuto dal Duca di Wellington, comandante delle forze inglesi, gli capitò " di notare un libro scritto da Gilly, della Cattedrale di Durham, in Inghilterra, in cui descriveva il suo viaggio alle Valli. Fu un punto di partenza, l’inizio di una nuova carriera. Beckwith venne alle Valli e consacrò ai Valdesi il suo lavoro e anche il suo denaro, e spesso anche quello degli amici che sapeva interessare" (L. Micol).

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Riuscì a dotare quasi ogni villaggio di una scuola (oggi vengono definite "SCUOLETTE- BECKWITH", ancora oggi visitabili) , che faceva costruire anche col contributo in terreni e materiali dai valdesi residenti.. "Nel volgere di pochi anni un centinaio di piccole scuole furono assicurate alla popolazione : aula decente, luminosa, ben aerata, ed in molti luoghi una stanza per l’alloggio dell’insegnante.
Per avere un personale qualificato, bisognava anche pensare ad assicurare uno stipendio. Beckwith fece pressione sulle autorità ecclesiastiche e su quelle comunali perchè inserissero nei loro bilanci il capitolo dell’istruzione. Oltre le SCUOLE QUARTIERALI ( in ogni quartiere), sorsero SCUOLE PARROCCHIALI che rispetto alle prime si potevano chiamare "superiori" e avevano la loro sede nel centro della parrocchia.
Nel 1808 vi erano 78 scuole di quartiere nelle 13 parrocchie delle Valli, ma nel 1846, grazie a Beckwith, ve n’erano 120 : erano aperte solo tre o quattro mesi all’anno e lo stipendio dell’insegnante variava da 4 a 8 franchi al mese. Le scuole parrocchiali erano invece aperte dieci mesi all’anno e lo stipendio del maestro era nel 1837 di L. 600 per Torre Pellice, S.Giovanni, Angrogna, Villar Pellice e Prarostino; L. 500 per Pomaretto, Villasecca, Pramollo, S.Germano, Rorà; L. 400 per i Comuni di montagna." (L. Micol).
Malgrado lo stipendio, l’insegnante doveva anche provvedere alla legna per la scuola, ad aprire e chiudere le porte della chiesa, a pulire i lumi e ad accenderli, a spazzare la cappella e la scuola e tenere in ordine il carro funebre.
In ogni scuoletta, tra l’altro, oltre l’insegnamento settimanale, dirigeva la "scuola domenicale": un vero culto per il villaggio, "ed un segno evidente di collaborazione laica". Non aveva diplomi particolari, ma erano insegnanti pieni di buona volontà e di molto impegno..Per ovviare al basso livello di preparazione dei maestri, nel Sinodo Valdese del 1839 fu approvato un ordine del giorno che stabiliva che nessuno potesse esercitare la funzione di maestro senza avere un diploma di capacità, rilasciato dalla Tavola Valdese ( l’Organo Esecutivo).
Nel 1858 il Concistoro di Torre Pellice affittò l’antico presbiterio dei Coppieri per farne la sede della Scuola delle "così dette ragazze povere, creata nel 1854 da Appia. Nel 1869 contava 60 alunne e aveva in programma tre ore di studio giornaliere; il resto del tempo era consacrato al cucito, al ricamo, alla tessitura...".
I programmi delle elementari furono per parecchio tempo svolti in lingua francese, poi prevalse l’italiano anche se il francese fu conservato per l’insegnamento religioso e per qualche lezione tra cui la storia valdese.
Il Governo italiano, con la Legge 4 giugno 1911, art. 89, riconoscerà l’insegnamento complementare della lingua francese per le zone del Pinerolese e della Valle di Susa.
Sotto il Governo FASCISTA l’insegnamento del francese fu proibito nelle scuole elementari. Dopo la LIBERAZIONE a partire dall’anno 1945/46 fu ripristinato.
Nei programmi delle scuole valdesi non mancò mai l’insegnamento religioso. Esso divenne obbligatorio in tutte le scuole del Paese in forza della Legge GENTILE del 1923.
La LEGGE DANEO- CREDARO del 1912, creò diversi problemi per queste scuole delle Valli.

LEGGE DANEO -CREDARO
In relazione alle VALLI VALDESI, la Legge Daneo-Credaro del 1912, che diede nuovo slancio all’insegnamento elementare, ebbe conseguenze piuttosto gravi per le scuole valligiane; l’autorità scolastica le prese e le affidò a personale diplomato. Fu un grave colpo ed un danno perchè l’aggravio finanziario fu tale che molte scuole quartierali furono soppresse rimanendo solo quelle del centro, per cui molti alunni, specialmente col maltempo, erano impediti nel recarsi a scuola.
Per rimediare al problema si aprirono poi scuole finanziate in parte dallo Stato stesso o private, a carico degli interessati, dei Comuni o dei Consigli di Chiesa.
Questa situazione determinò l’immissione del personale insegnante delle Valli di persone ignare dell’ambiente, che non conoscevano il francese e che richiedevano trasferimenti anche più volte nel corso dell’anno scolastico.
I locali scolastici delle Valli erano normalmente proprietà della Chiesa, i Comuni li hanno presi in affitto provvedendo alle riparazioni, all’arredamento, al riscaldamento. Questa situazione consigliò la formazione di Commissioni di cui facevano parte membri del Consiglio di Chiesa e membri delle Amministrazioni comunali. La Presidenza era tenuta alternativamente un anno dal pastore, un anno dal sindaco.
Si può capire che la duplice ingerenza dei Consigli Comunali e dei Consigli di Chiesa diede spesso origine a contrasti e difficoltà di vario genere.

SCUOLE VALDESI: IERI A POMARETTO, OGGI A TORRE PELLICE

LA SCUOLA LATINA

Le origini sono piuttosto incerte, anche perchè la si trova a volte a Pomaretto, a volte a Torre Pellice.
Quando fu eletto MODERATORE della Chiesa Valdese il Pastore di Pomaretto, Peyran, la sede passò da Torre a Pomaretto. Dopo che a Torre Pelice fu creato il COLLEGIO VALDESE, la Tavola insistette per una Scuola Latina a Pomaretto, con il favore di GILLY, la nuova Scuola fu aperta il 1 maggio 1830.
Era composta di 4 classi , due di latino e due di francese. Dietro richieste fu poi aggiunta una classe d’italiano, ma il " Rettore non era in grado di insegnarlo, perchè non lo conosceva, ; ricorse ai buoni uffici di un suo amico macellaio a Perosa, il quale gli portava la carne a Pomaretto e approfittava dell’occasione per impartire la sua brava lezione d’italiano..." (L.Micol)
I risultati dei primi esami non furono eccezionali, nel 1832 per l’ammissione alla Scuola Superiore di Torre ci furono due sole promozioni, nel 1834 pare nessuna, tre invece nel 1835.
In un primo tempo la Scuola Latina sorgeva in un locale fornito dal CONCISTORO, poi fu trasferita nella bella struttura dovuta alla generosità del Pastore scozzese di Livorno : Dott. STEWART.
La Scuola esercitò un’influenza considerevole sulla popolazione della VALLE di SAN MARTINO, quasi tutte le famiglie vi mandarono almeno un figlio anche senza l’idea di aspirare alle Superiori. Alla Scuola Latina si formarono i membri dei Concistori, dei Consigli Comunali oltre che i maestri e le maestre delle SCUOLE QUARTIERALI. " Vari alunni trovarono alla Scuola Latina l’avvio a studi più impegnativi, e divennero professionisti, ma l’influenza maggiore si esercitò sulla cultura media popolare." ( L. Micol).
Prima che fosse riconosciuta la PARIFICAZIONE, dopo il terzo anno gli allievi si presentavano a Torre Pellice per l’ammissione in IV Ginnasio, sostenendo tutti gli esami prescritti dai regolamenti statali, e in genere con buoni risultati.
Fu assicurato un alloggio per i professori, costruendo una casa non lontano dalla Scuola stessa. Dopo la guerra 1915/1918, fu costruito il CONVITTO, a Pomaretto, sulla Via PROVINCIALE, dove fu anche sistemato l’Orfanotrofio per i ragazzi.
Nel 1931, per problemi finanziari, scarsezza di alunni, e mancanza di insegnanti, la TAVOLA deliberò la sua chiusura. La VALLE reagì, e volle che fosse riaperta, infatti, finita la SECONDA GUERRA MONDIALE, la Scuola Latina, sin dall’Anno Scolastico 1945/46, riaprì le sue porte con le prime due classi e , dall’A.S. 1946/47, tre classi, con un corpo docenti formato di giovani e con un buon numero di alunni.
Ottenuta la PARIFICAZIONE gli esami potranno essere sostenuti in sede.
Oggi sia la Scuola Latina che il Convitto hanno esaurito la loro funzione iniziale, sono rimaste le belle strutture degli edifici, anche se rischiano di rovinarsi col passare del tempo. La ex "casa dei Professori" ospita ora gli uffici dell’adiacente OSPEDALE VALDESE di Pomaretto : fiore all’occhiello, per la Sanità, di queste Valli.


IL CONVITTO DI POMARETTO

Agli inizi, i ragazzi che frequentavano la SCUOLA LATINA, e le cui famiglie vivevano nelle alte Valli, si sistemavano presso la gente del luogo, che dava loro una camera e una minestra. Dovevano però fornirsi di provviste alimentari, il sabato, giorno di vacanza, ne approfittavano per recarsi a casa e prendere ciò che occorreva per tutta la settimana seguente.
A piedi risalivano le Valli , partendo a volte già il venerdì sera, e dopo aver trascorso due giorni con la famiglia, la domenica sera rientravano a Pomaretto con le provviste.
Molti alunni, però, non avevano il privilegio di una sistemazione a " pensione" e allora abitavano in "CIABOT", in due, tre, quattro e lì provvedevano loro stessi a prepararsi una minestra accompagnata da un pezzo di formaggio o salame casalingo.
Con l’inizio del XX secolo, cominciarono a frequentare la scuola media in più giovane età. e le famiglie si preoccupavano per la sistemazione dei propri figli. Nacque così l’idea di un CONVITTO che assicurasse l’alloggio, il vitto e la sorveglianza.
Nel frattempo a Torre Pellice era sorto un altro Convitto, inaugurato nel 1922, a ricordo dei caduti della guerra 1915/18.
Lo stesso anno, e con lo stesso scopo fu costruito ed inaugurato quello di Pomaretto, un ampio caseggiato sulla Via Perosa- Perrero. Quando la Scuola Latina fu chiusa nel 1931, il Convitto fu trasformato, in seguito, in orfanotrofio maschile.
Alla riapertura della Scuola Latina, nel novembre del 1945, nel 1948 il Convitto fu riaperto, destinato al grande numero di iscritti alla Scuola Latina.
Nelle Valli OGGI è rimasto il COLLEGIO VALDESE a Torre Pellice, per MATURITA’ CLASSICA, o EUROPEA, con tre indirizzi : LINGUISTICO, GIURIDICO ECONOMICO, ARTISTICO LETTERARIO. Un LICEO altamente qualificato. (In Via Beckwith, 1 Torre Pellice , tel : 0121/ 91260)

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