Itinerari turistici alla ricerca della devozione popolare
Le Cappelle di Macello
L'estate ma anche la primavera o l'autunno offrono buone occasioni per escursioni in bicicletta e per qualche sosta alla ricerca di scorci paesaggistici o tesori darte sovente sconosciuti. Pochi sanno, ad esempio, che sul territorio di Macello nei secoli sono state costruite ben 17 cappelle: molte si trovano ancora in ottimo stato e contengono dipinti di inestimabile valore. Tuttavia non sempre è facile rintracciarle e visitarle. Ecco perché vorremmo proporvi un semplice itinerario alla scoperta di alcune di esse. Volendo, prima di partire, è anche possibile documentarsi: la storia delle cappelle di Macello è stata magistralmente ricostruita da Gianni Chiattone in un volume dal titolo Macello: notizie e documenti religiosi, purtroppo esaurito ma, consultabile in biblioteca; cercheremo comunque di offrire qualche informazione sulle singole tappe che possono agevolmente essere compiute in un paio dore.
Giungendo
dalla provinciale di Buriasco e svoltando, prima di Macello, a sinistra, si giunge nella
regione Povertà. Proprio allingresso della borgata si trova la Cappella di San
Grato, costruita nel 1687: la chiesetta, curata dagli attuali proprietari, sigg.Salvai,
presenta un altare con incorporata una pietra di San Grato avente valore di reliquia.
Sopra di esso, tra le decorazioni floreali e volti d'angelo in gesso, una tela dipinta da
ignoto. Caratteristica la figura del Santo, che, secondo l'iconografia classica, scaccia
la grandine nel pozzo, proteggendo così il raccolto dei campi. Sulla facciata della
cappella, sopra la porta d'ingresso la scritta latina: D.O.M. ac DIVO GRATO SACRUM.
Ritornati sulla strada provinciale si svolta immediatamente a destra per Macello: al fondo del rettilineo, sulla destra, sorge la cappella dellAngelo Custode, costruita nel 1600 e classico esempio di cappella privata annessa ad un cascina. Laspetto esteriore, alquanto sobrio, non deve ingannare il visitatore: al suo interno infatti si possono ancora osservare la figura dell'Angelo Custode dipinta sull'altare, le figure di Santi e di putti sulle pareti e sulla volta. Nella sacrestia, oltre ad un'acquasantiera in croce, è presente un Cristo in croce dipinto sul muro. La cappella è di proprietà privata dei sigg.Chiaberto, ai quali è possibile rivolgersi per una visita.
Entrati in
paese, si prosegue in direzione del Castello e, di qui, della Chiesa principale di S.Maria Maddalena,
aperta ogni mattina, fino ad uscire dal paese in direzione del cimitero. In prossimità di
questultimo, si svolta, prima lungo la stradina a sinistra e poi a destra:
proseguendo per qualche centinaio di metri lungo un tratto sterrato, si giunge ad una
cappella dedicata a S.Teodoro, a S.Antonio e a S.Grato, nella quale però, curiosamente,
si celebra la messa una volta all'anno nel giorno di S.Giovanni Battista, il 24 giugno: si
tratta di una data prossima all'inizio della mietitura, quindi si invoca la benedizione
divina e l'abbondanza del raccolto, oltre che il bel tempo.
Questa
cappella campestre è più nota localmente come chiesa 'd San Ciòdo, a ricordo di un
ipotetico, quanto improbabile chiodo della croce di Gesù, che vi sarebbe stato conservato
e venerato. Essa appartenne da sempre alla comunità anche se non si conosce la data di
costruzione (avvenuta comunque sul finire del 1600). Per visitarne linterno, che
contiene gli affreschi del Baretta, è necessario chiedere le chiavi al prevosto Don
Maurino, che risiede nella casa parrocchiale adiacente alla Chiesa di S.Maria Maddalena.
Ritornati sulla strada principale si esce dal paese, proseguendo in direzione di Vigone. Giunti nella fraz.Stella, prima di immettersi nuovamente sulla provinciale Vigone-Pinerolo, si può degnamente concludere lescursione con una sosta alla cappella di S.Maria Assunta. Qui vale sicuramente la pena di chiedere le chiavi alla sig. Genta (che abita vicino alla cappella) per una visita del suo interno. La cappella, che esisteva già nel XV secolo, contiene infatti numerosi affreschi, restaurati nel 1971. Il più antico riporta la data del 1429: si tratta di un ex voto di Bena Solaro del Borgo (Signora di Macello), raffigurante un Madonna in trono con bambin Gesù fra le braccia. La parete centrale è dominata dallAdorazione dei Magi con a destra Santo Stefano protomartire in preghiera e San Vincenzo Ferreri in atto di riportare in vita un infante quasi morto; nel registro superiore é raffigurata la predicazione di San Vincenzo Ferreri. Il Santo é colto mentre libera unossessa dal demonio. Nell'ultimo scomparto, infine, é raffigurato il sogno premonitore del medesimo Santo che decise la sua ultima attività di predicatore, con al capezzale Cristo, San Domenico e San Francesco. Questo ciclo di affreschi è ritenuto assai importante dai critici darte: uno studio attento e particolare vi hanno dedicato Franco Monetti e Arabella Cifani nel volume Percorsi periferici. Studi e ricerche di storia dellarte in Piemonte, conservato presso la Biblioteca Civica di Pinerolo.
