A scuola di Regime

ATTIVITA' DIDATTICHE

 

            Scorrendo le pagelle di quegli anni apprendiamo quali erano le discipline insegnate nelle scuole elementari: religione, canto, disegno e bella scrittura, lettura espressiva e recitazione, ortografia, lettura ed esercizi scritti di lingua, aritmetica e contabilità, nozioni varie e cultura fascista, geografia, storia e cultura fascista, scienze fisiche e naturali e igiene, nozioni di diritto e di economia, educazione fisica, lavori donneschi e manuali; erano inoltre oggetto di valutazione la disciplina (condotta) e l’igiene e la cura della persona.

            Ma più che la nuda elencazione delle materie o i loro risultati quantitativi può essere interessante scoprire, attraverso la lettura dei diari di classe quale fosse lo stato d’animo degli insegnanti e le difficoltà didattiche con le quali dovevano spesso misurarsi.

17 Ottobre. Conversazione familiare per stabilire un’atmosfera di comprensione e corrispondenza. […] Noto che c’è negli occhi di quasi tutti i bambini un’aria di festa, di gioiosa attesa. Anche l’aula piena di luce e di sole dà all’insieme una nota gaia.

Io sono nuova all’ambiente quindi per i primi giorni il mio lavoro è ridotto, per necessità, a un viaggio d’esplorazione. Mi accorgo anche di avere un elemento piuttosto eterogeneo.(1939)

8 Ottobre. I bambini mi osservano curiosamente ed io li studio senza parere. Sono bambini fisicamente poco sviluppati eccetto lo […] che si presenta disinvolto e lieto. Quasi tutti mi fanno buon viso, ma fatico assai a vincere la loro ritrosia e a farli conversare. Manca un principiante […] perché, mi dicono, non ha vestiario.

11 Ottobre. Oggi pianti e strilli: voglio ordinare gli alunni secondo la statura nei banchi…..

15 Ottobre. I bambini si mostrano avidi di leggere, di scrivere, alterno le conversazioni coi disegni, coi giochi, con lievi esercizi di ritmica e cerco di non far sentire ai piccini il distacco dalla famiglia. Ormai me li sono fatti amici e ne sono lieta.(1941)

27 Novembre. Cerco di ottenere la lettura espressiva: per ora non più che una specie di cantilena; non migliorano come vorrei anche perché non posso far leggere ciascun bambino quanto sarebbe necessario.

Tra gli errori ortografici più comuni tanto all’una che all’altra classe è la distinzione tra la e semplice e quella accentata. Con opportuni esercizi insisto su questa difficoltà. Per far rilevare meglio e far partecipare i bambini alla correzione degli errori di ortografia, di punteggiatura, ecc. scrivo le frasi sbagliate alla lavagna e invito i bambini stessi a ricercare gli errori. (1939)

13 Gennaio. Per la prima volta distribuisco i libri della bibliotechina scolastica. I bimbi li accolgono con festa; con il loro aiuto avevo in precedenza cuciti, foderati e numerati in elenco i volumetti esistenti e i pochi che mi è stato possibile acquistare dato che il contributo in denaro è stato assai scarso anche perché i bambini han portato una piccola quota per l’abbonamento al giornale…

5 Febbraio. Lo svolgimento del programma procede regolarmente, noto con piacere che parecchi cominciano a prendere vivo interesse specialmente per certe materie, ma devo lottare continuamente con gli alunni per via di un’inerzia una pigrizia mentale che sembrano congenite. […] Non riesco nemmeno a farmi un giudizio esatto di lui attraverso gli scritti. Talvolta scrive in modo sensato normale, tal’altra non trovo che un accozzamento di parole senza nesso né senso, pare che il suo cervello funzioni come un orologio che abbia la molla guasta.

Invece in II classe […] segue con interesse le spiegazioni, si sforza di parlare, di ripetere quello che sa, ma nella parte meccanica della lettura e della scrittura è una specie di disastro.(1940)

25 Novembre. Non noto nei miei ragazzi il miglioramento che dovrei già trovare, dopo parecchie settimane di scuola. […]

In generale si interessano alle spiegazioni alle quali mi servono di preparazione: l'Enciclopedia dei Maestri che mi offre, altre volte col dizionario illustrato Melzi, la possibilità di far vedere figure, illustrazioni sull'argomento trattato. Ma non è ancora diminuita la difficoltà di esprimersi di ripetere ciò che han veduto, studiato sebbene alle spiegazioni e alla vita della scuola prendano parte con domande e osservazioni.(1940)

14 Febbraio. Porto faticosamente avanti il programma, purtroppo quando credo di aver potuto fare un passo avanti mi accorgo che è necessario tornare indietro, battere e ribattersi ancora in difficoltà che si sperava definitivamente superate. Dicono che "Repetita iuvant" ma in molti casi anche il continuo ripetere, che cerco di fare in forme diverse, per non far nascere la noia giova poco. (1941)

            Maggiori soddisfazioni venivano dalle attività pratiche nelle quali erano semmai le insegnanti a pagare il prezzo della loro inesperienza:

14 Dicembre. Si inizia il Presepio. I bambini hanno accolto con entusiasmo l’idea di fare il Presepio nella scuola. Tutti vogliono adoperarsi per rendersi utili e mi arrivano chi col muschio, chi con tralci d’edera o farina bianca. Lo spazio è ristretto perciò solo due o tre bambini dispongono a loro gusto il materiale portato: gli altri osservano impazienti di potersi avvicinare.

C’è in tutti un’animazione nuova; inevitabile un po’ di chiacchierio che però non è disordine.(1939)

7 Febbraio. Abbiamo avuto a Pinerolo una conferenza tenuta dal R.Ispettore sull’applicazione della Carta della Scuola.

Ha svolto e illustrato tre punti: lavoro, collaborazione tra scuola e famiglia, letture individuali.

Ho cercato di mettere in atto nel modo più pratico ciò che riguarda l’esperimento del lavoro: i bambini a turno hanno portato vimini, forbici, coltelli. Dieci ragazzi, pochi tra questi sono competenti in materia, hanno incominciato a venire al pomeriggio per intrecciare cestini.

La pratica insegna tante cose presentandoci sempre nuovi ostacoli anche nelle cose che ci appaiono semplicissime. I nostri vimini sono diventati secchi; han perso perciò la loro elasticità. Poveri cestini incominciati! Che lavoro! Abbian dovuto ricominciare da capo, portando per prima cosa un paio di giorni il fascio di vimini … ai bagni.

Marzo. L’alunno di terza […] aiutato da due compagni ha zappato il nostro pezzetto di orto. Domani semineremo vari tipi di verdura (piselli, ravanelli, insalata).

  Qualche bambino ha portato un vasetto di fiori.

1 Aprile. I lavori nel nostro orto procedono bene: piselli, insalata e ravanelli crescono belli e rigogliosi. I bambini vanno a gara nel portar vasi di fiori per adornare i davanzali delle finestre della nostra aula.

Maggio. Nel nostro orto abbiamo fatto la raccolta di ravanelli e dell’insalata; i bambini hanno aderito con entusiasmo alla proposta di portare una piccola quota per ogni pacco di insalata e per ogni mazzetto di ravanelli.

Abbiamo così raccolto 5 lire: ho comperato due libri per la biblioteca scolastica. Per la terza: Sim, ragazzo abissino – e per la seconda: la storia di Mammolo.

Maggio. Il lavoro manuale procede bene; abbiamo già finito 12 cestini di vimini in diverse forme e misure.(1940)

            All’interno della scuola trovava poi spazio, non sempre con successo, l’utilizzo della radio in occasione di eventi particolari e per l’ascolto di radiodrammi:

10 Febbraio. Muore Papa Pio XI; i bambini ascoltano la radio che parla della grande figura del Pontefice.

2 Marzo. Ascoltiamo la radio che parla dell’elezione del nuovo Pontefice nella persona del Segretario di Stato Eugenio Pacelli. (1939)

31 Ottobre. Prima trasmissione radiofonica. Radioscena: San Francesco D’Assisi.

14 Novembre. Trovo gran difficoltà a far seguire con interesse le radio-audizioni; i bambini perdono il filo con gran facilità, anche perché talvolta il suono della voce è poco chiaro.(1940)

            Infine maggio era solitamente dedicato alla preparazione del saggio ginnico che si teneva, alla presenza delle autorità, nell’ultima settimana del mese.

            Quanto ai risultati emergono dichiarazioni contraddittorie:

24 Giugno. Son terminati gli esami dei bambini di terza classe. L’esito è stato ottimo come ottimo è stato l’esito dello scrutinio dei bambini di seconda.(1939)

22 Giugno. Oggi ho solennemente distribuito le pagelle: stante il lavoro della mietitura in corso, i genitori non possono accompagnare i loro bambini e alcuni, i più distanti, incaricano i fratelli maggiori di ritirare la pagella. Alcune bimbette, fra cui […] avrebbero potuto meritare la promozione se negli ultimi mesi non fossero state malate. […] Si rimandano con le speranza che si mettano bene in salute e possano durante le vacanze, occuparsi per non dimenticare tutto. Purtroppo i deficienti […] non hanno dato segno di sviluppo fisico-psichico corrispondente alle mie cure, avrebbero bisogno di una vera scuola per deficienti per migliorare. (1941)

            Al di là di certi toni che, come nel caso qui sopra riportato, denotano anche scarsa sensibilità di alcuni insegnanti, valgono comunque le statistiche. Nell’anno che sopra è stato definito “ottimo” (1938-39) nelle due classi terze iniziarono l’anno scolastico 49 bambini; 7 di loro abbandonarono la scuola entro il primo trimestre; ma, dei 42 che si presentarono agli esami, solo la metà conseguirono la licenza.

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